Ballaigues

Cantone di Vaud · Distretto: Jura-Nord vaudois · 1'217 abitanti (31.12.2025, comune)

Origine del nome Ballaigues

Prima menzione nel 1228 nella forma «Balevui», poi «Bella Aqua» nel 1453. L'etimologia non è spiegata nelle fonti consultate; la forma latinizzata del 1453 evoca una «bella acqua» (da verificare).

Fondazione di Ballaigues

Il territorio di Ballaigues, sulle pendici meridionali del Suchet e al confine franco-svizzero, è attraversato fin dall'Antichità dalla strada che collega l'Altopiano svizzero alla Franca Contea attraverso il passo di Jougne. Il luogo fu abitato fin dall'epoca romana, e a ovest del villaggio si conserva una via a carreggiate intagliate nella roccia. Nessuna fonte consultata nomina un fondatore del villaggio medievale. Questo compare nel 1228 come centro parrocchiale, con una chiesa dedicata a san Giovanni Battista, e dipende allora dalla terra di Les Clées. Nel 1302 ne viene staccato per formare, con Lignerolle, una signoria distinta, che passa poi nelle mani di diverse famiglie nobili. Ballaigues visse a lungo del traffico di transito e dei pedaggi sulla strada della Franca Contea, prima di essere soppiantato da Vallorbe nel XIX secolo; conosce poi un periodo turistico e, nel XX secolo, uno sviluppo industriale. Il comune comprende il villaggio e diverse frazioni.

Storia di Ballaigues

epoca romana. Occupazione del sito; la strada del passo di Jougne collega Aventicum (Avenches) ad Abiolica (Pontarlier) passando per Eburodunum (Yverdon). A ovest del villaggio si conserva una via a carreggiate intagliate nella roccia.

1228. Prima menzione, nella forma «Balevui»; Ballaigues è già una parrocchia, con una chiesa di Saint-Jean-Baptiste, e dipende dalla terra di Les Clées.

1302. Ballaigues viene staccato dalla signoria di Les Clées: sotto Luigi di Savoia forma con Lignerolle una signoria distinta, di cui diventa signore Nicolas, sindaco (maire) di Lignerolle.

1416. Il villaggio conta 10 fuochi.

1453. Il nome compare nella forma «Bella Aqua»; si contano 8 fuochi.

1526. La famiglia vallesana degli Asperlin acquisisce la signoria per matrimonio; la conserva fino alla sua estinzione nel 1759. Nel corso dei secoli la detengono anche le famiglie Champvent, Champion e Sinner.

1536. Conquista bernese del Paese di Vaud: Ballaigues è annesso al baliaggio di Yverdon (fino al 1798).

1604. La signoria di Ballaigues viene separata da quella di Lignerolle.

1649. Posa del cippo di confine n. 47, ancora visibile sul confine franco-svizzero.

1711. L'attuale tempio viene ricostruito sul luogo dell'antica chiesa di Saint-Jean-Baptiste, su progetto dell'architetto bernese Jean-Gaspard Martin.

1740-1744. Lo studioso Élie Bertrand (1713-1797) è pastore di Ballaigues.

1798. Ballaigues entra a far parte del distretto di Orbe (fino al 2006).

XIX secolo. Il traffico di transito verso la Franca Contea e i suoi pedaggi, a lungo fonte di entrate, si spostano verso Vallorbe.

1870. Inizio del periodo turistico: Ballaigues diventa stazione climatica; una ventina di alberghi accolgono oltre 1'000 ospiti a stagione fino alla Prima guerra mondiale, che pone fine a questa prosperità.

1889. Inizio della fabbricazione di strumenti dentistici (Maillefer), una delle industrie che assicurano la prosperità del villaggio nel XX secolo, insieme alla fabbrica di apparecchi fotografici della marca Alpa.

1900. Albert Naef, primo archeologo cantonale vodese, fa sgomberare due tratti della via a carreggiate.

1923-1942. Il pittore e violinista Louis Soutter vive a Ballaigues, dove arriva a 52 anni e muore il 20 febbraio 1942.

1926. Il comune adotta come stemma quello della famiglia d'Asperlin: d'oro al leone d'azzurro, lampassato e coronato di rosso.

1932. Ballaigues forma ormai una parrocchia con Vallorbe.

1951. A fine ottobre, l'apparizione di un animale non identificato, descritto come un grande felino maculato, provoca una battuta di caccia e la chiusura delle scuole; il caso del «mostro di Ballaigues» attira curiosi e cacciatori.

2006. Scioglimento del distretto di Orbe: Ballaigues entra nel distretto del Jura-Nord vaudois.

Popolazione di Ballaigues

Popolazione di Ballaigues
141610 fuochi (focolari)
14538 fuochi (focolari)
157020 fuochi (focolari)
168445 fuochi (focolari)
1764253 (80 fuochi)
1850530
1900717
1950929
2000871
20251'217

Luoghi storici di Ballaigues

Tempio di Ballaigues. Ricostruito nel 1711 sul luogo dell'antica chiesa parrocchiale di Saint-Jean-Baptiste, attestata dal 1228, su progetto dell'architetto bernese Jean-Gaspard Martin; tetto rifatto in tegole nel 1729, restaurato nel 1951 dall'architetto Oscar Magnin. Occupa una posizione centrale, leggermente dominante.

Cippo di confine n. 47. Cippo del 1649 che segna il confine tra la Svizzera e la Francia, sopra il villaggio.

Fontana della via principale e casa comunale. Elementi del patrimonio del centro del villaggio.

Tomba di Louis Soutter. Una targa commemorativa ricorda al cimitero il pittore e violinista Louis Soutter, che visse a Ballaigues dal 1923 alla morte nel 1942.

Vestigia di Ballaigues

Via a carreggiate della foresta di Chez Barrat. Sopra il villaggio, un tratto di circa 200 metri di strada con carreggiate intagliate nella roccia, con uno scartamento di circa 1,20 metri, presentato come la più lunga via romana a carreggiate della Svizzera (datazione romana da verificare). Appartiene all'asse che collegava Aventicum ad Abiolica (Pontarlier) passando per Yverdon e il passo di Jougne, e più in generale la Gallia all'Italia. Noto dal XIX secolo, il tracciato servì ancora fino alla metà del XIX secolo al trasporto del sale di Salins-les-Bains e di Arc-et-Senans verso la Svizzera romanda e Berna. Albert Naef ne fece sgomberare due tratti nel 1900, e la sua valorizzazione fu richiesta nel 1971 all'archeologo cantonale Edgar Pélichet.

Leggende di Ballaigues

I «Mangiatori d'asino». Gli abitanti, i Ballaguis, sono soprannominati gli Asini («lè z'Âno» in patois vodese) o i Mangiatori d'asino («lè Medze-Ano»). Secondo la tradizione, avrebbero scambiato un asino per un cinghiale, l'avrebbero abbattuto e poi mangiato.

Fonti

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